(di Pierpatrizia Lava)
Waldemaro Flick avrebbe compiuto 77 anni a luglio, ma la malattia con cui conviveva e combatteva da tempo ha vinto l’ultima battaglia. Era nato a Genova nell’immediato dopoguerra, nel maggio 1981 l’iscrizione all’albo degli avvocati. Un lungo percorso professionale in cui ha saputo unire la conoscenza e l’analisi giuridica alla profonda umanità.
Da sempre difensore della Costituzione e dei valori fondanti, l’impegno civile, e le sue passioni come lo sci e la montagna – era stato membro del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc – e aveva studiato e analizzato temi come l’assicurazione su pista e fuoripista.
Avvocato cassazionista e giornalista pubblicista dal ’92, le collaborazioni con il Secolo XIX e non solo. Componente del Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti -dalla nascita, nel 2013 – incarico che ha svolto con competenza e rigore, ma anche pacatezza e capacità di dialogo. Nonostante la malattia non ha mai lasciato l’impegno nel consiglio a inizio giugno doveva partecipare ad un collegio. Io parlo a voce bassa Waldemaro con una leggera acusia mi sedevo dal suo lato buono. Lui aveva una voce inconfondibile indimenticabile come la sua risata e i suoi suggerimenti discreti, quasi timidi, ma sempre corretti giusti.
La sua prima passione la famiglia, la moglie Carla Olivari, i figli Arturo e Maurizio che hanno seguito il suo stesso percorso professionale.